martedì, 24 giugno 2008
No, non ho letto il libro, né ho visto il film. McEwan non c'entra niente. L'espiazione è tutta mia. Perché deve esistere qualcosa - pure se non so cosa sia - che tutto vede e tutto, poi, punisce. E io che mi sono lamentata dicendo peste e corna di certi romanzi tradotti in passato, appioppando a quelle pagine incolpevoli i peggiori aggettivi che il mio poco nutrito bagaglio lessicale riusciva a estrarre dal cilindro, mi sono trovata a trascorrere le ultime due settimane in compagnia del peggio del peggio. Ma ora, con sole quindici - ! - pagine da tradurre, due capitoli da rivedere, e un centinaio e rotti di cartelle da rileggere, poi, per l'ultima volta, inizio a intravedere la fine del tunnel. Ed è bello. Molto bello.
scritto da: unatraduttrice alle ore 16:16 | Permalink | commenti (5)
Commenti
#1   24 Giugno 2008 - 23:46
 
Beata te! Ci vorrebbe un bel mantra collettivo
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#2   25 Giugno 2008 - 10:15
 
ragazze, il mantra ce l'avete: aggrottò le frontacciglia.

vi sono vicina in questo momento di sconforto ;-)
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#3   25 Giugno 2008 - 14:20
 
io so solo che, dopo questa esperienza, cambierò mestiere...
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#4   27 Giugno 2008 - 09:10
 
nooooooooooooooooooooo!
e se cambi mestiere tu, non c'è più speranza per nessuno.
b.
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#5   27 Giugno 2008 - 17:01
 
Così brutto era?
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categoria:chi è causa del suo male