No, non ho letto il libro, né ho visto il film. McEwan non c'entra niente. L'espiazione è tutta mia. Perché deve esistere qualcosa - pure se non so cosa sia - che tutto vede e tutto, poi, punisce. E io che mi sono lamentata dicendo peste e corna di certi romanzi tradotti in passato, appioppando a quelle pagine incolpevoli i peggiori aggettivi che il mio poco nutrito bagaglio lessicale riusciva a estrarre dal cilindro, mi sono trovata a trascorrere le ultime due settimane in compagnia del peggio del peggio. Ma ora, con sole quindici - ! - pagine da tradurre, due capitoli da rivedere, e un centinaio e rotti di cartelle da rileggere, poi, per l'ultima volta, inizio a intravedere la fine del tunnel. Ed è bello. Molto bello.
scritto da: unatraduttrice alle ore 16:16 | Permalink | commenti (5)
categoria:chi è causa del suo male
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